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ODONTOIATRIA

Ciuccio e denti dei bambini: quando toglierlo e perché è importante

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Sono la dottoressa Francesca Nucci, odontoiatra e ortodontista, e ogni giorno incontro in studio mamme e papà con la stessa domanda: “Dottoressa, il ciuccio fa male ai denti del mio bambino?”.milanofaceinstitute+1
La risposta è meno drastica di quello che si pensa: il ciuccio non è un nemico, ma uno strumento che va usato nel modo giusto e, soprattutto, per un tempo limitato.

Il vero punto non è “ciuccio sì o no?”, ma quando e come toglierlo, per proteggere la crescita corretta dei denti e delle arcate e allo stesso tempo rispettare i bisogni emotivi del bambino.


Il ciuccio non è il nemico: a cosa serve davvero

Nei primi mesi di vita il ciuccio può essere un alleato importante.ospedalebambinogesu+1
Aiuta il bambino a calmarsi, a consolarsi nei momenti di stress, a prendere sonno più facilmente e, in alcuni casi, riduce il rischio di abitudini ancora più difficili da gestire, come il succhiamento del dito.

Dal punto di vista ortodontico, un uso controllato e limitato nel tempo è generalmente ben tollerato.
I problemi iniziano quando il ciuccio viene utilizzato troppo a lungo o per molte ore al giorno, soprattutto dopo i primi due anni di vita.


Quando togliere il ciuccio: perché 18–24 mesi sono una finestra chiave

Il momento che consiglio più spesso ai genitori per iniziare a togliere il ciuccio è intorno ai 18–24 mesi.
In questa fascia d’età il bambino è ancora abbastanza flessibile nelle sue abitudini e l’apparato stomatognatico (ossa mascellari, denti, muscoli) possiede una grande capacità di adattamento.

Se si aspetta troppo, dopo i due anni e ancor più dopo i tre, il ciuccio diventa spesso una “coccola” molto radicata, un oggetto di conforto dal quale è più difficile separarsi.alimentazionebambini.e-coop+3
Da un lato aumenta la resistenza emotiva del bambino, dall’altro cresce il rischio che l’abitudine incida sulla posizione dei denti e sulla crescita delle arcate.

Togliere il ciuccio tra un anno e mezzo e due anni significa quindi prevenire i problemi, riducendo al minimo l’impatto sulla serenità del bambino e sulla relazione con i genitori.


Ciuccio e dito: perché il dito è ancora più difficile da gestire

Un aspetto che sottolineo spesso in studio è questo: se il ciuccio viene tolto troppo tardi o in modo brusco, alcuni bambini tendono a sostituirlo con il dito.nicosiadentistaroma+2
Il succhiamento del pollice o di altre dita è un’abitudine molto più complessa da controllare, perché il “comfort” è sempre a disposizione del bambino e non può essere “messo via” come un ciuccio.

Dal punto di vista ortodontico, il dito esercita una forza continua e spesso più intensa su denti e palato, con un rischio ancora maggiore di alterare la corretta occlusione.dentistavomero+3
Per questo motivo lavorare sul distacco graduale dal ciuccio, in un’età favorevole, è anche un modo per ridurre la probabilità che il bambino sviluppi questa abitudine sostitutiva.


Malocclusioni e morso aperto: cosa può succedere ai denti

L’uso prolungato del ciuccio, soprattutto oltre i due anni e con molte ore al giorno di suzione, può favorire l’insorgenza di alcune malocclusioni.clinicamedicasanluca+4
Una delle più frequenti è il morso aperto anteriore, in cui i denti dell’arcata superiore non incontrano quelli dell’arcata inferiore quando il bambino chiude la bocca.dentalpro+2

Questa condizione può interferire con:

  • la corretta chiusura della bocca e la funzione masticatoria

  • la posizione della lingua a riposo e durante la deglutizione

  • in alcuni casi, la pronuncia di determinati suoni

Se l’abitudine viene interrotta per tempo, spesso l’occlusione può migliorare spontaneamente con la crescita.
Quando invece il vizio si prolunga nel tempo, può essere necessario un trattamento ortodontico per correggere la malocclusione e ristabilire un equilibrio funzionale ed estetico.


Non è un torto, è un gesto di cura

Capisco perfettamente la preoccupazione di molti genitori: “E se togliendo il ciuccio lo facessimo soffrire troppo?”.
La verità è che accompagnare il bambino, con delicatezza e gradualità, verso l’abbandono del ciuccio non è un torto, ma un atto di cura.

Significa aiutarlo a crescere con un sorriso sano, prevenire problemi futuri e ridurre la necessità di interventi più complessi quando sarà più grande.
La chiave sta nel scegliere il momento giusto, prepararlo con anticipo, dare alternative di consolazione (coccole, lettura, routine rassicuranti) e, quando serve, farsi affiancare da uno specialista.


Quando rivolgersi allo specialista

Consiglio di consultare un dentista pediatrico o un ortodontista quando:

  • il bambino continua a usare il ciuccio dopo i due anni

  • si notano denti che non combaciano bene o uno spazio tra le arcate quando chiude la bocca

  • il ciuccio è stato sostituito dal dito e l’abitudine è frequente e prolungata

Una visita precoce permette di valutare la situazione occlusale, rassicurare i genitori e, se necessario, impostare strategie personalizzate per il distacco dal ciuccio e per la prevenzione delle malocclusioni.

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